La collana « La pupilla di Baudelaire »

 

La scintilla

Tra il 1855 e il 1858, il fotografo Nadar, nel corso di alcune sedute di posa esegue una serie di ritratti del poeta Charles Baudelaire. Nadar osserva Baudelaire con il suo ingombrante congegno. Il poeta, immobile, risponde allo strumento e al suo operatore con tutto ciò che egli è: un corpo stempiato dalla potenza del genio e uno sguardo tagliente e adamantino. Ne escono immagini che sono poesia pura, affiorata dal riverbero tra un poeta e un fotografo.

Basta guardare, guardare gli occhi di uno di quei ritratti perché istintiva sorga la domanda: quanto universo è passato attraverso quelle pupille? Quanta visione ne è zampillata fuori?

charles_baudelaire_1821_67_bw.jpg

La collana

Partendo da questa risonanza tra artisti e tecniche, nasce una collana editoriale, unica nel suo genere, che si propone di riunire in maniera fluida due linguaggi tra loro dissimili seppur complementari: poesia – nell’accezione più ampia del termine – e fotografia. Non la fotografia, ma la vera fotografia, quella dunque, ancor oggi, realizzata con strumenti analogici e su pellicola bianco e nero. Niente di più, niente di meno. Poesia e fotografia, sì, ma anche una terza via, ovvero quella della poesia e musica sperimentale, come pure la poesia e l’immagine in movimento.

 

I creatori della collana e la sua storia

Nel 2016, dopo una lunghissima amicizia maturata nei decenni, Martino Nicoletti, antropologo, scrittore e artista multimediale, si ritrova con Paolo Pistoletti, poeta e assiduo ricercatore nell’ambito poetico e delle correnti spirituali d’oriente e d’occidente. Da questo incontro, dal confronto tra i propri percorsi esistenziali e artistici, nasce la decisione di dar vita a una collana dedicata all’arte.

Questa iniziativa germoglia all’interno delle attività della casa editrice Le loup des steppes, creata a Parigi da Martino Nicoletti. Dopo una lunga esperienza di collaborazione con case editrici europee e asiatiche, sia come autore sia come responsabile di collezioni editoriali, Martino, nel 2016, decide infatti di creare una propria casa editrice in lingua francese, inglese e italiana, che funga da collettore editoriale totalmente indipendente e che possa riunire sotto un’unica denominazione, non soltanto le proprie produzioni letterarie, ma anche quelle di coloro che desiderano abbracciare la filosofia di fondo legata alla sua attività. Le loup des steppes, che in meno di un anno ha già pubblicato quasi una decina di titoli, si occupa prevalentemente di temi connessi con la spiritualità d’oriente e occidente, al viaggio, alla narrativa e alla sperimentazione artistica nei suoi molteplici e poliedrici aspetti.

 

La nostra filosofia

Il desiderio che anima sia Le loup de steppes sia la collana La pupilla di Baudelaire è essenzialmente quello di ricreare un legame diretto ed effettivo tra i prodotti della creatività degli autori e il loro pubblico, sottraendo questi stessi prodotti al monopolio delle case editrici commerciali. Un lavoro di ricerca e sperimentazione condotto unicamente per amore verso l’arte e che mira alla creazione di opere intense e dall’elevato contenuto estetico. Non semplici libri, ma testimonianze artistiche ed esperienze autentiche. Opere belle perché vere e perché profondamente vissute e sentite dai loro autori: grida, graffi, accelerazioni, decelerazioni, impennate, scalini, salti e funi, stanze e spiagge di ciottoli arate dalle onde, luce e buio… Dal rispetto per questi stessi valori ne consegue un lavoro editoriale attento, rigoroso e altamente curato dal punto di vista grafico, capace di trasformare ogni libro stampato in una vera e propria opera d’arte. È sulla base di questa stessa scelta che, in luogo dell’indefinito e infinito numero di copie, La pupilla di Baudelaire pubblica le proprie opere in edizione limitata, numerata e firmata dagli autori.

 

I volumi della collana :

 

COVER

Stenopeica, Franco Battiato, Teresa de Sio, Giovanni Lindo Ferretti, Kathmandu: diario dal Kali Yuga (a cura di Martino Nicoletti e Roberto Passuti), Paris, Le loup des steppes, 2016

Un itinerario iniziatico fatto di suoni e parole guida alla scoperta della mitica città sacra di Kathmandu, la splendida perla dell’Himalaya incastonata tra le scintillanti vette del Nepal.

Le ricercate sonorità della formazione musicale degli STENOPEICA si fondono con la voce e i preziosi contributi artistici di FRANCO BATTIATO, TERESA DE SIO e GIOVANNI LINDO FERRETTI.

Un autentico diario dal Kali Yuga – l’oscura epoca finale che, secondo l’antica mitologia indiana, conclude un ciclo cosmico – composto da testi, fotografie e da ben 20 tracce musicali che narrano di una metropoli in pelle viva e di come questo stesso universo urlante sappia ancor oggi dispensare bagliori di autentico splendore e d’indicibile quanto affilata bellezza.

 

…Kathmandu. I vivi contano i morti tra dita e pollice. I morti contano i vivi da dietro le finestre. Lungo la strada, in alto, elettricità che corre in filamenti…

 

***

.

.BRENNEREI_COVER.jpg

 

Malcolm Angelucci, Brennerei, Paris, Le loup des steppes, 2017

Brennerei: dal tedesco per “distilleria”. Ma anche “una cosetta sul Brennero”, o “un posto dove si brucia”… con in mente, umilmente, Der Brenner, la rivista che ospitò la poesia di Georg Trakl. Un piccolo viaggio invernale, un Winterreise in dialogo con un’immagine stenopeica di Martino Nicoletti.

 

« mentre s’attende

poca fiducia

nella corrente

(quella mezz’ora

di luci spente) »

 

***

 

Contatti

paolo.pistoletti@gmail.com

infos.martino@gmail.com

.

..

.

.

.

.

.

.

Publicités